è tempo di cambio casa ……

è tempo di cambio casa ……

Il mercato immobiliare post Covid: per le famiglie è tempo di cambio casa❗                                              .
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A distanza di due mesi dall’ultimo appuntamento (la presentazione dell’Osservatorio Immobiliare del 25 marzo), Nomisma (società leader in statistiche e sondaggi nell’immobiliare) ha voluto fare il punto sull’andamento del mercato immobiliare e soprattutto far parlare le famiglie italiane. 

 Luca Dondi ha introdotto la presentazione dei dati raccolti partendo da quelli relativi al passato prossimo: prima del Covid-19, il PIL era già in stagnazione, ma il clima di fiducia delle famiglie restava decisamente positivo.

Il settore immobiliare, sia residenziale che corporate, aveva visto una ulteriore crescita fino alla fine del 2019 e i segnali erano incoraggianti.

 Oggi riusciamo solo a stimare il rilevante impatto del Coronavirus e ne vediamo i primi effetti, come il brusco arretramento del PIL nel primo trimestre 2020 e il crollo del clima di fiducia.

“È una dinamica che tenderà ad aggravarsi e tra le conseguenze negative c’è la prospettiva di inflazione che diventerà deflazione.” – spiega l’AD di Nomisma – “Nelle prospettive macroeconomiche per il 2020-2022 lo scenario hard di cui avevo parlato due mesi fa è diventato lo scenario soft.

La prospettiva di caduta del PIL è consistente e tutti gli indicatori sono peggiorati per l’anno in corso”. Le intenzioni di acquisto
 La propensione all’acquisto di un’abitazione in un contesto così incerto e complesso, tuttavia, si mantiene su livelli simili rispetto a quelli dello scorso anno.

La domanda potenziale che riguarda le famiglie che si stanno già muovendo è passata dall’1,9% (pari a 494 mila famiglie) al 2,1% (549 mila famiglie). 

Le famiglie intenzionate ad acquistare casa sono 625.900, tuttavia, quelle che hanno una solida capacità reddituale e potranno farlo realmente sono solo 156.000.
Diminuiscono, inoltre, seppur lievemente, le intenzioni di acquisto di un’abitazione nei prossimi 12 mesi, che passano dal 7,6% al 7,3% (1,9 milioni di famiglie). 
Le intenzioni di acquisto sono espresse da famiglie giovani, tra 18-34 anni e 35-44 anni, in prevalenza con figli, sia coppie che genitori soli.

Dal punto di vista economico, però, troviamo non soltanto nuclei con un reddito stabile e una solida capacità di risparmio, ma anche famiglie che hanno subito un peggioramento delle proprie condizioni finanziarie e reddituali, per effetto della pandemia.

Per quanto riguarda l’utilizzo che le famiglie faranno dell’immobile oggetto di futuro acquisto, si tratterà prevalentemente di una sostituzione della prima casa. 

Un dato, questo, a cui ha accennato anche Giulio Pascazio, sottolineando come da febbraio siano aumentate le richieste di clienti che hanno esigenza contestuale di acquisto e vendita.L’Oltre-Covid per il settore immobiliare:


 in Italia la quota di pensionati e dipendenti pubblici è significativa; queste persone non vengono immediatamente danneggiate dal Covid, mentre l’impatto è sul PIL dei privati, dal quale però arriva anche il gettito netto necessario a far fronte alle spese della pubblica amministrazione”.

Per questo motivo,nella media e lunga distanza ci saranno di sicuro delle ripercussioni negative, con difficoltà nel pagamento sia delle rate del mutuo che del canone di affitto.

In prospettiva, potrebbe trattarsi del 40% delle famiglie che già vivono in locazione.

Le difficoltà riguarderanno poi anche il settore degli autonomi, delle attività commerciali e della ristorazione.

Conclusioni Dobbiamo pensare a come mitigare gli effetti di questa situazione: considerando il dato sugli investimenti fissi, bisognerebbe incentivare, anche attraverso policy governative, gli investimenti che portano alla possibilità di residenza in locazione a prezzi calmierati, per la quale oggi non ci sono incentivi. 

L’ecobonus favorirà la ristrutturazione del patrimonio esistente, ma non aiuterà a colmare la domanda di abitazione in locazione e credo che la vera emergenza sarà questa”. La spaccatura tra gruppi di famiglie, dettata non solo dalla solidità reddituale e finanziaria dei propri componenti, ma dalla tipologia familiare e dall’età, emerge con prepotenza dal Rapporto sulla finanza immobiliare.

Il rischio di un ulteriore allargamento della forbice sociale e di una polarizzazione della ricchezza risulta ancora più evidente.

Sarà quindi determinante trovare modalità di riavvio delle attività economiche, insieme alle misure contenute nel recente Decreto Rilancio a sostegno della casa e dell’industria immobiliare.
 
Fonte 13 Rapporto Nomisma Finanza Immobiliare.Vuoi cambiare subito casa?
Clicca questo link  Nicola della Rocca Specialista del Cambio Casa

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